John Lennon

"La vita è quello che ci capita mentre siamo impegnati a fare altri progetti."

venerdì 24 febbraio 2012

Maschere

Quanto di noi è legato a noi e quanto invece lo è all'altro? Quanto noi siamo noi e quanto invece non una proiezione di cosa il resto vuol vedere? Quanto siamo veramente liberi di esserlo, noi , e quanto invece è l'esterno che ci plasma e condiziona?
Quale è il limite oltre il quale sganciamo l'ancora che ci lega al nostro sé per avventurarci nei mari sociali e soprattutto quanto, a quel punto, non siano le correnti a guidarci nella nostra navigazione invece che le nostre braccia? Paragonando la nostra vita a una bottiglia quanto essa è colma di noi e quanto è colma del "noi" condizionato dal "voi"?



"Ogni giorno ci svegliamo e ci accingiamo a compiere meccanicamente i nostri compiti, i nostri doveri, le nostre mansioni...ormai parte intrinseca di noi stessi.
Per prima cosa apriamo il nostro armadio e scegliamo quale tra le tante maschere appese una accanto all'altra, così diverse tra loro ma allo stesso tempo così simili, indossare. Quale tra di esse è quella che ci sentiamo più nostra in base al nostro umore, ma soprattutto in base alle circostanze e agli eventi che ci aspettano.
Quale tra di esse è quella più adatta, più calzante...quale quella che per questa giornata aderisce perfettamente al nostro volto in modo preciso e definito...
Ci incamminiamo dunque nella giungla e utilizziamo la maschera per sfuggire a qualsiasi pericolo, per non farci riconoscere, per sembrare uno di “loro” e non essere così divorato da “loro”.
Poi usciti dal regno della giungla ci ritroviamo in un altro luogo, con altri personaggi, con un’altra ambientazione: un nuovo scenario è sceso sulla nostra recita teatrale. Quindi cambiamo maschera, ne prendiamo una nuova, questa volta deve essere ancora più adatta al nostro profilo. La indossiamo e ci prepariamo a recitare la nostra parte..e così via..di volta in volta, di scenario in scenario, di personaggio in personaggio...
Fin quando giunta la sera torniamo al nostro nido e ormai stanchi, con il volto segnato da una miriade di solchi dovuti al susseguirsi dei molteplici ricambi fatti durante l'arco della giornata, ci togliamo l’ultima indossata e finalmente guardandoci allo specchio vediamo noi stessi.
Ma il problema che sorge adesso al nostro polimorfico attore, così bravo e brillante durante la sua recita, così imperturbabile e adatto a tutti gli ambienti, sceneggiature e coreografie che sono state a lui imposte...è il seguente: quello che sta osservando adesso, riflettuto allo specchio, è veramente il proprio volto o è solamente una delle tante maschere appese nell'armadio, che di giorno in giorno, di ora in ora sta diventando sempre più parte di lui...sempre più parte del suo io, della sua personalità, del suo essere personaggio teatrale...?
Forse quella che sta osservando è una Maschera Madre che racchiude in sé tanti piccoli particolari, tante piccole sfaccettature di ognuna delle singole fuse insieme a formare un perfetto mosaico di diverse realtà.
Il nostro attore non può far altro che spaventarsi: riflesso non vede che una chimera di personalità, non trova una simmetria, non trova una regola, ma solo tanta confusione intorno. Preso dallo smarrimento, nella sua assenza di realtà, non può che distogliere lo sguardo e guardare al di fuori, al di là di se stesso, non può che sfuggire a se stesso."



Maggio 2009

4 commenti:

  1. é già tanto che la bottiglia sia colma, perchè ce ne sono un sacco mezze vuote o vuote del tutto

    io, comunque, sono un pessimo attore

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    1. Hai ragione anche tu...ma adesso mi viene da domandare se sia meglio la quantità o la qualità...(naturalmente avere entrambe le caratteristiche sarebbe un mix perfetto, ma forse macchiato con qualche goccia di utopia)

      Sul fatto che tu sia un pessimo attore credo sia un pregio anche se poi a pensarci bene potrebbe, in ambito sociale, ritorcertisi contro e divenire un difetto. Non so... io sono per essere se stessi...sempre.
      Il problema è quando non ci si trova più...quando non riconosciamo più noi stessi...e finiamo per mentire - a noi - senza neanche accorgercene.

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  2. Le percentuali di contenuto della bottiglia sono molto variabili, da persona a persona
    È vero che, alla sera, rimangono i pezzi delle maschere sul viso, a nasconderlo, non si capisce più qual è il fondo...
    L'essere se stessi è uno dei miei crucci più grandi, ogni volta che riesco a impormi con qualcosa di "proprio" è una grande vittoria!

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    1. Concordo..anche per me! Una bella vittoria personale..il sé che lotta e vince fuoriuscendo dal calderone del carnevale sociale..:)

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