Camminiamo insieme. Io e lei. L'una accanto all'altra.
Ha un passo veloce, non lo ricordavo così. Ha uno sguardo diverso, il suo tono di voce è così cambiato.
Le luci riflesse sul peso dell'acqua sembrano sussurrino piano all'orecchio...raccontandoci del tempo che passa, che scorre e corre verso un'unica direzione. Per loro natura quel fiume le trascina in avanti, ma le scompone in tanti luminosi frangenti di piccole emozioni, varie e contrastanti.
Una particella invisibile arriva veloce, rapida e mi colpisce violentemente i ricordi. Un soffio di vento e il decorso assume una direzione opposta, contraria...oserei dire più naturale.
Mi vedo, la vedo.
"No, non salire ti fai male"
"Dai vieni anche tu. Non succede niente..."
"Attenta!"
E il suo naso tutto rosso, rotto.
E poi quei nomi assurdi estratti dai libri e attribuiti con bizzarria ad ogni creatura trovata, da curare...da amare.
Il mercatino...non ricordo bene, ma quell'odore...quello sì, quello resta.
Ho rimosso l'immagine dello psuedo profumo alle rose. Ma l'odore no. NON si può dimenticare. Dentro: un'emozione. Sensazione.
E poi di nuovo là. Ridiamo e io mi risento sua complice. Sicura della sua amicizia, del suo calore, della nostra vita incastrata come due pezzi di un unico puzzle.
Eccoci qua. Dopo 25 anni di conoscenza, 15 di assenza. Dopo odi, addi, perdite, pianti, giochi, gioie e giravolte intorno a quell'asse a volte diritto a volte un po' piegato...come risucchiati da una forza gravitazionale e centripeta verso il centro dei ricordi.
Il resto ruota intorno...così diverse adesso, così uguali un tempo.
Quando tutto si scompone, per poi ricomporsi meglio.
Mi fai venir voglia di rimettere in discussione certe mie convinzioni.
RispondiEliminaMolto potente il centro gravitazionale del rapporto che descrivi.
Era la mia migliore amica di infanzia..rivista dopo molto tempo..è quello che mi ha trasmesso rivederla..:)
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