John Lennon
"La vita è quello che ci capita mentre siamo impegnati a fare altri progetti."
martedì 31 gennaio 2012
Ciao Pisa
Ci sono dei giorni particolarmente "particolari". Un indigestione di eventi. Un piatto ben condito di variegati e contrastanti sapori...
venerdì 27 gennaio 2012
Lo specchio
Non esiste chi è migliore o peggiore..chi ha ragione o invece torto..chi è cattivo o buono. Non so bene cosa esista...ma dentro, proprio nel profondo a volte una luce mi parla e dice: "Guarda attraverso lo specchio e trova il tuo speculare, il tuo opposto ma uguale, colui che ti rispecchia...colui che osservato al vetro ricorda i tuoi sguardi, le tue risate, i tuoi movimenti..ma non si sovrappone ad essi. E colui che invece apparirà scoordinato nelle gesta..di lui allora capirai.." ella mi svela "ecco sì capirai che lui fa parte di un'altra tribù. Ma attento non abbandonarlo! Non denigrarlo...tieni anch'esso stretto forte a te. E' una tua ricchezza, la più grande. Forse è la cosa più bella che ti possa capitare. Esiste il simile e il differente..e il totalmente opposto. Ma ognuno...ognuno di essi compone un sinfonia determinante nel concerto dell'universo. Senza anche solo uno di essi niente avrebbe senso..neppure il sole che sorge al mattino rendendoti lieto lo sguardo, e neanche il vento che lieve accarezza le aride membra, e neanche il canto del passero sopra il pino avrebbe la stessa soave tristezza. Niente sarebbe com'è. Niente sarebbe come deve essere. Tutto sarebbe soffocato e moribondo, anche il tuo sospiro."
giovedì 26 gennaio 2012
Nostalgia Naufraga
A volte ci si attacca così strettamente alla Nostalgia..che quasi a stringerla così forte si produce un taglio nelle mani. Come un naufrago ancorato allo scoglio..Il motivo? Sta tutto nel sentire...nel provare...nel non dimenticare. Perché meglio un picco verso il basso che una calma piatta e mortale. Perché la linea retta altro non si può associare se non alla fine dei sensi, al completo reset vitale. E' innaturale in vita. Così la nostalgia ci getta l'ancora, ci porge le sue mani per far sì che si senta sempre il "calore". E anche se fa male alla fine poi ci si affeziona a questo sentimento un po' infantile, diventa il nostro amico immaginario, con cui fare due chiacchiere nelle notti più solitarie non sentendoci poi così tanto soli. Non riusciamo più a scacciarlo via. L'unica scappatoia a questo vicolo cieco.. sicuramente l'unica vera via d'uscita, sarebbe in un forte temporale che strappi le gitane mani dalla presa, senza lasciare replica al distacco. Un forte temporale, un tifone che getta l'uomo sulla spiaggia tanto ambita ma mai raggiunta...intravista solo dal vile che mai si appresta a raggiungerla per paura di affogare.
martedì 24 gennaio 2012
Toccata e fuga in Re minore
Fuoriusciva adesso languida e silenziosa, senza nessuna pretesa di esauriente vittoria, senza nessuna immagine appariscente e egocentrica, immersa nel suo caldo trionfo, agli arbori di una mattina di inizi settembre.
Emergeva sottile e timida, quasi umida. Indifesa. Caparbia nei visceri. Testarda nelle membra. Abbronzata nelle vene. Quasi preannunciava in sé le vesti di un nemico temibile per chiunque si fosse da oggi ritrovato - o per diletto o per fortuito caso - dinanzi ad essa.
Danzava nell'etere una sottile melodia di Bach... che trasportava, strisciando, sacchi di pietre incidendo sentieri dismessi, attraversando colline e praterie. Sfidando corridoi mai percorsi che si aggettavano su aride vallate, ormai vedove da anni, rammendando la loro giovinezza su di una pellicola bicromatica spolverata dai ricordi.
Fu così che Vittoria iniziò a Vivere in una giornata qualunque, davanti al portone della casa che in quel preciso istante decise di abbandonare, mentre in mano teneva il mazzo di chiavi che le permettevano di entrare e uscire tutte le volte che desiderava dal suo rifugio. Mentre si accingeva a fare quello che tutte le mattine era ormai abituata a fare: andare a regalare il suo tempo, i granelli della clessidra che teneva in mano..uno in meno ogni secondo che passava davanti a suoi occhi. Senza ragione, senza un perché. Eppure tutti intorno a lei, lei inclusa, lo avevano sempre ritenuto la cosa migliore da fare: la cosa giusta, senza mai soffermarsi troppo sul perché. Rigore e logica rimbombava nei meandri della sua coscienza.
Imprigionata fin da piccola in una grigia bolla di sapone, continuava a sguazzarvi dentro, con andamento alternato e vario: a volte correndo, a volte camminando, altre addirittura strisciando. Consapevole della spilla da balia che teneva nella tasca dei pantaloni seppur non avendo il coraggio di gettarla, neppure aveva la forza di usarla..non assecondando così le richieste delle pallide e inferme voci provenienti dal centro del suo universo
La suddetta bolla, mai perforata nei lunghi anni trascorsi, in quel preciso istante scoppiò.
Esplose, tutta di un botto.
"Toccata e fuga in re minore" aleggiava nell'aria.
Presagio?
Emergeva sottile e timida, quasi umida. Indifesa. Caparbia nei visceri. Testarda nelle membra. Abbronzata nelle vene. Quasi preannunciava in sé le vesti di un nemico temibile per chiunque si fosse da oggi ritrovato - o per diletto o per fortuito caso - dinanzi ad essa.
Danzava nell'etere una sottile melodia di Bach... che trasportava, strisciando, sacchi di pietre incidendo sentieri dismessi, attraversando colline e praterie. Sfidando corridoi mai percorsi che si aggettavano su aride vallate, ormai vedove da anni, rammendando la loro giovinezza su di una pellicola bicromatica spolverata dai ricordi.
Più in alto si allargava lo sguardo, un qualsiasi osservatore poteva così assaporare deliziosi paesaggi cangianti, moltitudini alberate, insetti volanti, dorati campi decorati da mature foglie, a tratti infrante.
Avrebbe così ella creduto d'esser stata sottoposta a trapianto di retina? Il bulbo ora sembrava più ampio, profumato, agghindato, perspicacie; il campo visivo: nuovo. Ogni immagine dinanzi a sé sembrava impersonificare un nuovo personaggio, recitare un innovativo copione, condurre a un prorompente finale..per giunta direi: inaspettato.
Eccola lei...tiepidamente, lentamente saliva... smuoveva leggiadra il capo, si dimenava ansimando appena, quasi grugniva bagnando lievemente le labbra.
Era giunto il momento così poco sperato della sua risalita.
In seguito al passaggio dal tempo dei sentimenti a quello della ragione si era ritrovata spalmata in malo modo negli abissi più illegittimi e comuni della realtà umana, nei fondali più profondi, nella vicinanza di buchi neri che l'avevano condotta in universi paralleli senza chiedere alla sua anima il permesso.
In seguito al passaggio dal tempo dei sentimenti a quello della ragione si era ritrovata spalmata in malo modo negli abissi più illegittimi e comuni della realtà umana, nei fondali più profondi, nella vicinanza di buchi neri che l'avevano condotta in universi paralleli senza chiedere alla sua anima il permesso.
L'avevano spogliata, denudata, privata della sua indipendenza, del furore dei suoi sogni.. per così gettarla, scartavetrata e senza istruzioni, nella corrente di un fiume già da lungo tempo in piena.
Si era così scaltramente e lentamente, quasi senza avvertirla, irta in lei una nuova figura..trasfigurata, mutata che aderiva perfettamente ad ogni suo contorno, ad ogni suo più oscuro angolo, e che srotolava impeccabilmente il concreto nastro su ogni suo spigolo più ottuso: copriva i suoi sguardi, mascherava il suo volto creandone uno Nuovo, scioglieva nodi distratti che si impigliavano lungo scogli alla deriva dei sensi.. - Scogli: quasi volessero ingenuamente urlarle contro "Attenta!", quasi volessero smuoverle venti che sibilanti potessero avvertirla sul misfatto del Reale. Reale che pian piano si stava inserendo in lei, impadronendosene nelle interiora. -
Un veleno a piccole dosi ormai la nutriva, quotidianamente senza possibilità di rigurgiti..si infiltrava in lei, drogandola di false emozioni e convinzioni. Fuoriusciva cautamente dalle narici solo a lavoro già compiuto. Evadevano solo le ceneri dalla prigionia.
Potete adesso voi immaginare come sia stata difficile la sua risalita? Quanto ardua sia stata l'impresa?
Si era così scaltramente e lentamente, quasi senza avvertirla, irta in lei una nuova figura..trasfigurata, mutata che aderiva perfettamente ad ogni suo contorno, ad ogni suo più oscuro angolo, e che srotolava impeccabilmente il concreto nastro su ogni suo spigolo più ottuso: copriva i suoi sguardi, mascherava il suo volto creandone uno Nuovo, scioglieva nodi distratti che si impigliavano lungo scogli alla deriva dei sensi.. - Scogli: quasi volessero ingenuamente urlarle contro "Attenta!", quasi volessero smuoverle venti che sibilanti potessero avvertirla sul misfatto del Reale. Reale che pian piano si stava inserendo in lei, impadronendosene nelle interiora. -
Un veleno a piccole dosi ormai la nutriva, quotidianamente senza possibilità di rigurgiti..si infiltrava in lei, drogandola di false emozioni e convinzioni. Fuoriusciva cautamente dalle narici solo a lavoro già compiuto. Evadevano solo le ceneri dalla prigionia.
Potete adesso voi immaginare come sia stata difficile la sua risalita? Quanto ardua sia stata l'impresa?
Completamente sommersa e seppellita nei cimiteri della suddetta vita..aveva dovuto armarsi di illusioni, allucinazioni, speranze per cercare di riemergere. Per tentare un'ultima battaglia contro il sopravvivere. Cercando di trovare un senso compiuto e ragionevole alla sua rivolta interiore senza da altri essere presa per folle.
"Ma come poter esser stati così illusi?" Esclamereste voi tutti di fronte ai titoli di coda.
In un mondo dove la Regina Madre era ormai divenuta l' Astuzia. In un luogo dove ormai a governare non c'era che il signor Potere e il suo compagno Denaro. Dove l'ipocrisia e il menefreghismo erano le parole vincenti mascherate sotto le finte spoglie di ordine e rigore..dove l''Ignoranza era l'ambizione della maggioranza.. come poter pretendere di vincere? Come illudersi di potervi competere?
Ma nell'ingenuità del libero pensiero, nella fitta nebbia che accompagna le notti più angosciose, nell'immensa scogliera che lambisce i mari più tumultuosi, nelle alte e basse maree dei ricordi più intimi, nelle partenze e nei ritorni dell'uomo coraggioso e impetuoso d'animo, in chi ancora non ha smesso di credere e vedere... cosa può far scattare la molla? La speranza e l'amore.
Amore per il proprio popolo..divenuto ormai gregge. Amore per la verità. Amore per la giustizia.
Speranza in un cambio di rotta, in una variazione di prospettiva, in una resurrezione di sogni.
"Ma come poter esser stati così illusi?" Esclamereste voi tutti di fronte ai titoli di coda.
In un mondo dove la Regina Madre era ormai divenuta l' Astuzia. In un luogo dove ormai a governare non c'era che il signor Potere e il suo compagno Denaro. Dove l'ipocrisia e il menefreghismo erano le parole vincenti mascherate sotto le finte spoglie di ordine e rigore..dove l''Ignoranza era l'ambizione della maggioranza.. come poter pretendere di vincere? Come illudersi di potervi competere?
Ma nell'ingenuità del libero pensiero, nella fitta nebbia che accompagna le notti più angosciose, nell'immensa scogliera che lambisce i mari più tumultuosi, nelle alte e basse maree dei ricordi più intimi, nelle partenze e nei ritorni dell'uomo coraggioso e impetuoso d'animo, in chi ancora non ha smesso di credere e vedere... cosa può far scattare la molla? La speranza e l'amore.
Amore per il proprio popolo..divenuto ormai gregge. Amore per la verità. Amore per la giustizia.
Speranza in un cambio di rotta, in una variazione di prospettiva, in una resurrezione di sogni.
Fu così che Vittoria iniziò a Vivere in una giornata qualunque, davanti al portone della casa che in quel preciso istante decise di abbandonare, mentre in mano teneva il mazzo di chiavi che le permettevano di entrare e uscire tutte le volte che desiderava dal suo rifugio. Mentre si accingeva a fare quello che tutte le mattine era ormai abituata a fare: andare a regalare il suo tempo, i granelli della clessidra che teneva in mano..uno in meno ogni secondo che passava davanti a suoi occhi. Senza ragione, senza un perché. Eppure tutti intorno a lei, lei inclusa, lo avevano sempre ritenuto la cosa migliore da fare: la cosa giusta, senza mai soffermarsi troppo sul perché. Rigore e logica rimbombava nei meandri della sua coscienza.
Imprigionata fin da piccola in una grigia bolla di sapone, continuava a sguazzarvi dentro, con andamento alternato e vario: a volte correndo, a volte camminando, altre addirittura strisciando. Consapevole della spilla da balia che teneva nella tasca dei pantaloni seppur non avendo il coraggio di gettarla, neppure aveva la forza di usarla..non assecondando così le richieste delle pallide e inferme voci provenienti dal centro del suo universo
La suddetta bolla, mai perforata nei lunghi anni trascorsi, in quel preciso istante scoppiò.
Esplose, tutta di un botto.
"Toccata e fuga in re minore" aleggiava nell'aria.
Presagio?
martedì 17 gennaio 2012
Brevi: logica di vita.
In un "Sì" non è poi così scontatamente implicito il Consenso... se non quanto, al massimo, non lo sia in esso il Dissenso.
lunedì 16 gennaio 2012
La valigia dell'anima
In ogni viaggio porti con te una valigia e al ritorno capisci che non è più la stessa della partenza. Hai lasciato qualcosa e preso qualcos'altro...il bagaglio ha subito una piccola trasformazione, una metamorfosi di forme e contenuti...di idee e prospettive. La valigia sembra adesso più piena, più bella, più ricca...o forse semplicemente, è solo più viva.
giovedì 5 gennaio 2012
Due binari paralleli
Ho sempre pensato che i sogni e la realtà fossero due binari distinti che corrono a ugual distanza l'uno accanto all'altro...paralleli tra di loro senza mai toccarsi...senza mai incrociarsi. Forse nei passaggi più stretti, nell'attraversare un passo di montagna o una stretta viuzza che si getta incombente sopra un ruscello che bagna una valle...beh forse - e sottolineo forse - soltanto là si sfiorano appena...permettendo al profumo che fuoriesce delicato da un treno di confondersi e mescolarsi con i vaporosi fumi grigiastri dell'altro.
Inconsciamente li associavo a due mondi paralleli che si sviluppano distinti, svolgendo trame di destini intricati e confusi come dei gomitoli di lana lungo una spiaggia di perlacei coralli. Erano entrambi presenti, ma l'uno non avrebbe mai potuto salutare l'altro. C'erano ambedue in ogni istante...e in ogni singolo momento tu appartenevi o all'uno o all'altro...e a volte senza che tu te ne accorgessi eri in entrambi. No, non si confondevano, solo si sovrapponevano. E ti rendevano stranamente completa e viva...poi con il proseguire dei giorni e delle ore, nel continuare a salire e a scendere quegli scalini per raggiungere la vetta tanto ambita...ecco sì, man mano che proseguivi...il tempo che passavi nel mondo dei sogni diminuiva. Tu non potevi farci niente per evitarlo...l'atmosfera intorno, la pioggia, i venti, le grandinate e i pochi spiragli di sole non ti permettevano di raggiungerlo facilmente come all'inizio...si allontanava sempre più..mentre il mondo della realtà incombeva soddisfatto sogghignando di nascosto...così che la vitale completezza e pienezza degli opposti, che insieme compongono l'equilibrio perfetto del cerchio (come il sole e la luna che quando al tramonto si incontrano donano al cielo un arcobaleno di emozioni), veniva meno. Nascevano così manichini di animi svuotati, disequilibrati, senza più una metà..che non rendendosene conto avevano rifiutato la bellezza genuina delle diversità degli antipodi che si attraggono, per idolatrare una pacata inanimata linea piatta che donava loro un fittizio stato di tranquillità.
Inconsciamente li associavo a due mondi paralleli che si sviluppano distinti, svolgendo trame di destini intricati e confusi come dei gomitoli di lana lungo una spiaggia di perlacei coralli. Erano entrambi presenti, ma l'uno non avrebbe mai potuto salutare l'altro. C'erano ambedue in ogni istante...e in ogni singolo momento tu appartenevi o all'uno o all'altro...e a volte senza che tu te ne accorgessi eri in entrambi. No, non si confondevano, solo si sovrapponevano. E ti rendevano stranamente completa e viva...poi con il proseguire dei giorni e delle ore, nel continuare a salire e a scendere quegli scalini per raggiungere la vetta tanto ambita...ecco sì, man mano che proseguivi...il tempo che passavi nel mondo dei sogni diminuiva. Tu non potevi farci niente per evitarlo...l'atmosfera intorno, la pioggia, i venti, le grandinate e i pochi spiragli di sole non ti permettevano di raggiungerlo facilmente come all'inizio...si allontanava sempre più..mentre il mondo della realtà incombeva soddisfatto sogghignando di nascosto...così che la vitale completezza e pienezza degli opposti, che insieme compongono l'equilibrio perfetto del cerchio (come il sole e la luna che quando al tramonto si incontrano donano al cielo un arcobaleno di emozioni), veniva meno. Nascevano così manichini di animi svuotati, disequilibrati, senza più una metà..che non rendendosene conto avevano rifiutato la bellezza genuina delle diversità degli antipodi che si attraggono, per idolatrare una pacata inanimata linea piatta che donava loro un fittizio stato di tranquillità.
Iscriviti a:
Post (Atom)