John Lennon
"La vita è quello che ci capita mentre siamo impegnati a fare altri progetti."
giovedì 29 marzo 2012
martedì 27 marzo 2012
lunedì 26 marzo 2012
Le crisi.
Amo le crisi. Amo le loro scosse...che come per i terremoti smuovono le viscere più profonde e sommergono le inutili apparenze che brulicano in superficie. I sommergibili affondati, i relitti più nascosti e i fossili più segreti riemergeranno, si riporteranno in superficie attraverso le croste frastagliate e taglienti che rigurgitano sangue misto a lava. La scossa provocherà dolore, morte, scompiglio e paura. Una paura mai provata. Quella dovuta al disequilibrio che rompe l'apparente equilibrio e lo vince. Quella che ti fa tremare dentro e non solo fuori. Che è accompagnata da brividi e sudori. Da pianti e urla...ma che infine si tramuta in gioia e risa.
Pian piano le terra ritornerà a chiudere le sue ferite e il paesaggio sembrerà mutato e trasformato: come nuovo...
Sarà una metamorfosi di di forme e contenuti...
Sarà il viaggio nei mari dell' "incertezza" che ci porterà ad approdare vittoriosi sulla spiaggia della "certezza".
Pian piano le terra ritornerà a chiudere le sue ferite e il paesaggio sembrerà mutato e trasformato: come nuovo...
Sarà una metamorfosi di di forme e contenuti...
Sarà il viaggio nei mari dell' "incertezza" che ci porterà ad approdare vittoriosi sulla spiaggia della "certezza".
Semplicità.
La semplicità è mettersi nudi davanti agli altri... E noi abbiamo tanta difficoltà ad essere veri con gli altri. Abbiamo timore di essere fraintesi, di apparire fragili, di finire alla mercé di chi ci sta di fronte. Non ci esponiamo mai. Perché ci manca la forza di essere uomini, quella che ci fa accettare i nostri limiti, che ce li fa comprendere, dandogli senso e trasformandoli in energia, in forza appunto. Io amo la semplicità che si accompagna con l'umiltà. Mi piacciono i barboni. Mi piace la gente che sa ascoltare il vento sulla propria pelle, sentire gli odori delle cose, catturarne l'anima. Quelli che hanno la carne a contatto con la carne del mondo. Perché lì c'è verità, lì c'è dolcezza, lì c'è sensibilità, lì c'è ancora amore.
(Alda Merini)
(Alda Merini)
lunedì 19 marzo 2012
Il placido vecchio
Il placido vecchio
assopito nel vento
rincorre apostrofi,
virgole e punti
rilegge incomprensibili dilemmi
osa mirabolanti finali
mentre osserva
di sbieco
artisti distratti
dalla propria tragedia,
proiettati al futuro
sprecan il presente,
rivolti al passato,
rallentan le marce
e si ferman sbadigliando sull'atto.
Poi senza chiedere permesso
scivolan via senza neppure un saluto.
Rammenta il vecchio
i suoi momenti...
ricorda:
le pulsioni frenate
le mani troppo spesso legate
i pensieri più arditi
sovente banditi.
Rincorre nostalgico
gioie e tristezze perdute
ritenute dagli avi
ormai spenti
soltanto brace per infermi...
Si crogiola ora
annuendo zitto
sul quel finale
che non riesce più
a confutare.
assopito nel vento
rincorre apostrofi,
virgole e punti
rilegge incomprensibili dilemmi
osa mirabolanti finali
mentre osserva
di sbieco
artisti distratti
dalla propria tragedia,
proiettati al futuro
sprecan il presente,
rivolti al passato,
rallentan le marce
e si ferman sbadigliando sull'atto.
Poi senza chiedere permesso
scivolan via senza neppure un saluto.
Rammenta il vecchio
i suoi momenti...
ricorda:
le pulsioni frenate
le mani troppo spesso legate
i pensieri più arditi
sovente banditi.
Rincorre nostalgico
gioie e tristezze perdute
ritenute dagli avi
ormai spenti
soltanto brace per infermi...
Si crogiola ora
annuendo zitto
sul quel finale
che non riesce più
a confutare.
venerdì 16 marzo 2012
martedì 13 marzo 2012
domenica 11 marzo 2012
giovedì 8 marzo 2012
sabato 3 marzo 2012
venerdì 2 marzo 2012
Breve dialogo tra la Presenza e L'Assenza
E dopo anni, mesi, giorni, minuti, secondi di predominio assoluto e inappellabile della Signora Regina Assenza - dei campi e delle valli, delle montagne e delle pianure, dei deserti e degli oceani che lo sguardo non può da solo abbracciare - l'esiliata Signora Presenza si svegliò dal suo torpore e decise cauta e silenziosa di ritornare nel regno governato dalla prima donna qui citata.
L'andamento era lento, a volte sobbalzava e si fermava sorpresa e impaurita al suono soave di qualche audace fronda smossa dal vento. Continuava nella sua impresa sempre più certa e convinta del suo ritorno. Il suo viaggio, cominciato dai caldi inferi in cui nei secoli precedenti era stata scaraventata da un colpo di stato apportato a sue spese, diventava ad ogni nuovo passo sempre più leggero e naturale. I cavalieri a cui era stato assegnato l'arduo compito di proteggerla, il barone Ingenuità e il conte Fiducia, l'avevano tradita alleandosi con i ribelli...e da un giorno all'altro, senza nessun tipo di preavviso, il suo trono cadde.
Al rogo come le streghe di quel secolo buio e doloroso...aveva accettato la sua fine. Il fuoco interiore si era spento...ma una flebile scintilla era pur rimasta sveglia. Pronta a comandar l'esercito quando esso si sarebbe ripreso dal sonno profondo in cui era calato.
Mascherata e camuffata con volti di colori cangianti e con eclittici vestiti riuscì a passare inosservata nelle terre ormai di proprietà della sua nemica...oltrepassò vincente tutti gli ostacoli e trappole a lei riservate...e questi anni di allenamento morale le furono di aiuto indispensabile.
Si ritrovò dunque, quasi anch'essa stupita della sua impresa vittoriosa, alle maestose e ferme porte della Regina Assenza. Armandosi di coraggio e forza decise quindi di bussare al portone. Le guardie si erano momentaneamente dileguate, ormai convinte della sconfitta della Signor Presenza. L'avevano quasi dimenticata...come se il suo regno, caratterizzato da tanto amore e affetto, fosse ormai solo una leggenda...ella era ormai solo nei libri si storia...dove i bambini leggevano stupiti dei colori e delle meraviglie della scorsa dinastia così diversa da quella attuale...una dinastia ora defunta.
La scaltra e astuta Regina - dei campi e delle valli, delle montagne e delle pianure, dei deserti e degli oceani che lo sguardo non può da solo abbracciare - aveva anch'essa abbassato le sue difese...non le sarebbe mai sfiorato nella mente, neppure nei meandri più nascosti e profondi, un simile incontro. Niente ormai la legava più a sua sorella Presenza.
Quando sentì bussare...era infatti rilassata comoda nel suo caldo trono di ghiaccio, che leggeva distratta una romanzo di Proust.
Si avvicinò alla porta con passo annoiato, ma elegante e con una certa irritazione nei confronti del visitatore sconosciuto, che interrompeva il suo meritato relax.
L'aprì. Un silenzio spettrale piombò nella stanza. Il tempo si fermò. Gli orologi invece no...iniziarono a muoversi in direzione opposta, velocemente, quasi guidati da una mano invisibile.
Ogni cosa intorno alle due sorelle...iniziò a confondersi, quasi annebbiandosi, niente aveva più una forma e contorni definiti..tutto era adesso sfumato. Le gradazioni dei colori si muovevano danzando da un estremo ad un altro mettendo in puro imbarazzo chiunque avesse in quel momento osservato gli oggetti. Anche i suoni erano agitati e cambiarono direzione, mentre le onde presero a muoversi senza più una logica da seguire.
In questa situazione di assoluto e indefinito caos...fu la Presenza a prender per prima parola e a imprimere un profondo squarcio sulla scenica tela buia.
Le parole rimbombavano nell'etere quasi amplificate da un eco innaturale:
"Non mi aspettavi, lo so." Asserì decisa.
Silenzio.
" Nonostante tutto questo tempo passato nella discarica dei sentimenti, beh come vedi non sono ancora morta." Continuò con un tono più tenue e delicato..mentre gli occhi si bagnavano di un soffice velo di ricordi.
"...o forse sì?" replicò..mentre i suoi pensieri fluttuavano creando una pozza sopra la testa delle due signore..mostrando loro i contenuti come in uno specchio mobile e vario.
I loro occhi quasi intrecciandosi, si focalizzarono su quella pozza e insieme ma distinti, ripercorsero in un attimo gli anni felici in cui avevano governato insieme. Dove non esistevano gelosie, rancori, incomprensioni, violenze morali, inganni, ipocrisie, falsità e infine tradimenti...ma solo il rosso e il bianco, dove il grigio ancora non aveva arrugginito i legami e le apparenze coincidevano con le essenze.
In questo preciso istante. Anche la fredda Regina..iniziò a sudare. Sudava con gli occhi però.
Dentro di sé giustificava la cosa con un improbabile congiuntivite presa per sbaglio mentre osservava dagli alti terrazzi il suo regno durante una ventosa giornata.
Ma Lei sapeva che non era questo il motivo.
I ricordi ormai avevano rotto la diga del fiume tempo e avevano invaso caparbi e impetuosi il presente. Risanarla sarebbe stato impossibile. Ne era consapevole.
Rispose così con voce bagnata: "No...non sei Mai veramente morta. Ma adesso è troppo tardi per ricominciare a governare insieme...non pensi?"
Dopo qualche attimo di pausa esclamò d'un tratto: "Tu mi odierai. Ti ho esiliato e mandato negli inferi. Non potrai mai perdonarmi."
La Presenza, commossa e tiepida, le si avvicinò.
Le prese la mano e stringendola concluse:
"Non preoccuparti...basterà rimettere l'Ora."
L'andamento era lento, a volte sobbalzava e si fermava sorpresa e impaurita al suono soave di qualche audace fronda smossa dal vento. Continuava nella sua impresa sempre più certa e convinta del suo ritorno. Il suo viaggio, cominciato dai caldi inferi in cui nei secoli precedenti era stata scaraventata da un colpo di stato apportato a sue spese, diventava ad ogni nuovo passo sempre più leggero e naturale. I cavalieri a cui era stato assegnato l'arduo compito di proteggerla, il barone Ingenuità e il conte Fiducia, l'avevano tradita alleandosi con i ribelli...e da un giorno all'altro, senza nessun tipo di preavviso, il suo trono cadde.
Al rogo come le streghe di quel secolo buio e doloroso...aveva accettato la sua fine. Il fuoco interiore si era spento...ma una flebile scintilla era pur rimasta sveglia. Pronta a comandar l'esercito quando esso si sarebbe ripreso dal sonno profondo in cui era calato.
Mascherata e camuffata con volti di colori cangianti e con eclittici vestiti riuscì a passare inosservata nelle terre ormai di proprietà della sua nemica...oltrepassò vincente tutti gli ostacoli e trappole a lei riservate...e questi anni di allenamento morale le furono di aiuto indispensabile.
Si ritrovò dunque, quasi anch'essa stupita della sua impresa vittoriosa, alle maestose e ferme porte della Regina Assenza. Armandosi di coraggio e forza decise quindi di bussare al portone. Le guardie si erano momentaneamente dileguate, ormai convinte della sconfitta della Signor Presenza. L'avevano quasi dimenticata...come se il suo regno, caratterizzato da tanto amore e affetto, fosse ormai solo una leggenda...ella era ormai solo nei libri si storia...dove i bambini leggevano stupiti dei colori e delle meraviglie della scorsa dinastia così diversa da quella attuale...una dinastia ora defunta.
La scaltra e astuta Regina - dei campi e delle valli, delle montagne e delle pianure, dei deserti e degli oceani che lo sguardo non può da solo abbracciare - aveva anch'essa abbassato le sue difese...non le sarebbe mai sfiorato nella mente, neppure nei meandri più nascosti e profondi, un simile incontro. Niente ormai la legava più a sua sorella Presenza.
Quando sentì bussare...era infatti rilassata comoda nel suo caldo trono di ghiaccio, che leggeva distratta una romanzo di Proust.
Si avvicinò alla porta con passo annoiato, ma elegante e con una certa irritazione nei confronti del visitatore sconosciuto, che interrompeva il suo meritato relax.
L'aprì. Un silenzio spettrale piombò nella stanza. Il tempo si fermò. Gli orologi invece no...iniziarono a muoversi in direzione opposta, velocemente, quasi guidati da una mano invisibile.
Ogni cosa intorno alle due sorelle...iniziò a confondersi, quasi annebbiandosi, niente aveva più una forma e contorni definiti..tutto era adesso sfumato. Le gradazioni dei colori si muovevano danzando da un estremo ad un altro mettendo in puro imbarazzo chiunque avesse in quel momento osservato gli oggetti. Anche i suoni erano agitati e cambiarono direzione, mentre le onde presero a muoversi senza più una logica da seguire.
In questa situazione di assoluto e indefinito caos...fu la Presenza a prender per prima parola e a imprimere un profondo squarcio sulla scenica tela buia.
Le parole rimbombavano nell'etere quasi amplificate da un eco innaturale:
"Non mi aspettavi, lo so." Asserì decisa.
Silenzio.
" Nonostante tutto questo tempo passato nella discarica dei sentimenti, beh come vedi non sono ancora morta." Continuò con un tono più tenue e delicato..mentre gli occhi si bagnavano di un soffice velo di ricordi.
"...o forse sì?" replicò..mentre i suoi pensieri fluttuavano creando una pozza sopra la testa delle due signore..mostrando loro i contenuti come in uno specchio mobile e vario.
I loro occhi quasi intrecciandosi, si focalizzarono su quella pozza e insieme ma distinti, ripercorsero in un attimo gli anni felici in cui avevano governato insieme. Dove non esistevano gelosie, rancori, incomprensioni, violenze morali, inganni, ipocrisie, falsità e infine tradimenti...ma solo il rosso e il bianco, dove il grigio ancora non aveva arrugginito i legami e le apparenze coincidevano con le essenze.
In questo preciso istante. Anche la fredda Regina..iniziò a sudare. Sudava con gli occhi però.
Dentro di sé giustificava la cosa con un improbabile congiuntivite presa per sbaglio mentre osservava dagli alti terrazzi il suo regno durante una ventosa giornata.
Ma Lei sapeva che non era questo il motivo.
I ricordi ormai avevano rotto la diga del fiume tempo e avevano invaso caparbi e impetuosi il presente. Risanarla sarebbe stato impossibile. Ne era consapevole.
Rispose così con voce bagnata: "No...non sei Mai veramente morta. Ma adesso è troppo tardi per ricominciare a governare insieme...non pensi?"
Dopo qualche attimo di pausa esclamò d'un tratto: "Tu mi odierai. Ti ho esiliato e mandato negli inferi. Non potrai mai perdonarmi."
La Presenza, commossa e tiepida, le si avvicinò.
Le prese la mano e stringendola concluse:
"Non preoccuparti...basterà rimettere l'Ora."
giovedì 1 marzo 2012
"Grazie Lucio"
...e dunque scese quell'assordante silenzio, cupo e profondo, che addirittura il più freddo cuore riuscì a bagnare.
Con un leggere brivido salutò la platea.
Subito dopo il sipario calò.
Nell'ovattato teatro d'un tratto un'indefinita voce si levò..sussurrava fremendo:
"Grazie Lucio"
http://www.youtube.com/watch?v=r461Aa5ZDCM
Con un leggere brivido salutò la platea.
Subito dopo il sipario calò.
Nell'ovattato teatro d'un tratto un'indefinita voce si levò..sussurrava fremendo:
"Grazie Lucio"
http://www.youtube.com/watch?v=r461Aa5ZDCM
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