John Lennon

"La vita è quello che ci capita mentre siamo impegnati a fare altri progetti."

giovedì 29 dicembre 2011

Caso o destino?

E poi succede che a volte la realtà ha più immaginazione della fantasia..

giovedì 15 dicembre 2011

Diversità

La diversità. Quante volte non si comprende..ci innervosisce perché non si capisce, ci fa paura perché non sappiamo come relazionarvici,ci spiazza perché ci sorprende. Eppure senza di essa non si avrebbe evoluzione. E' il mezzo attraverso il quale possiamo crescere e arricchirci..la ruota del carro senza la quale si resta a piedi. E' la nostra alleata.

Così sempre resterai

Come il rumore di fondo
colonna sonora 
di un film...
Come lo scenario
su cui si sviluppa
la trama...
Come il letto
sul quale il fiume
scorre...
Come l'oscuro oblio
sopra cui si stratificano
le stelle...
Come l'alveolare
dal quale le api ogni giorno escono
per posarsi su un diverso fiore,
ma dove ogni sera 
esse sempre tornano fedeli...
Come la pellicola di un nastro
sulla quale vengono impresse
nuove immagini o musiche...
Come lo spartito
con incise sopra
mille note...
Come la melodia di base
in un concerto
di una miriade di strumenti...
Come la tela
sopra la quale il pittore
posa leggero il pennello...
Come l'asse portante
sul quale vengano poggiate
sempre nuove calci...
Come il fresco terriccio
bagnato dal quale nasce
l'erba...
Come l'oscuro misterioso
silenzio che permea 
narici di anime solitarie...
Come l'ombra che sempre ci rispecchia
ci accompagna
ma mai si mostra nella sostanza...

Così sempre resterai 
per me...
Amore.

martedì 13 dicembre 2011

Autunno senile

Temibile
implacabile vento
sgretola muri
di decrepite 
foglie
abbandonate. 


Foto scattata al manicomio abbandonato di Pistoia. Settembre 2011.

giovedì 1 dicembre 2011

Un vedente nel regno dei ciechi può esser considerato normale?

Assumiamo esista un individuo che noi chiameremo signor Colore e che egli abbia sempre visto dalla nascita. Pensiamo per assurdo,che esso sia nato in un luogo dove gli essere umani non hanno occhi ma al loro posto vi sia uno strato di pelle continua che nulla mostra all'esterno.
Ecco assumiamo per ipotesi che il soggetto nato con la "malformazione" congenita abbia più volte ribadito agli altri che non esiste solo il nero perenne..ma che egli riesce a "vedere" colori,sfumature,luci e ombre,forme e contorni.Assumiamo inoltre che egli essendo l'unico con questo "handicap" sia stato isolato dagli altri..esiliato considerato "anormale" dalla maggioranza e rinchiuso in un centro per malati mentali.Lo sventurato essendo stato più volte smentito e non trovando un soggetto a lui simile a cui aggrapparsi per confermare la propria realtà..si è infine arreso e nella sua mente ha irto il trono del "diverso" e dello "sbagliato".
Ecco adesso vi pongo questa semplice domanda.
Per voi che state leggendo e che la cosa più normale è proprio quella di aprire gli occhi la mattina e chiuderli la sera senza porvi molte domande al riguardo,considerando ogni vostro sguardo o prospettiva come la cosa più naturale di questo mondo..vi chiedo:potreste voi definire il signor Colore anormale?
O definireste tutti gli altri anormali?
La risposta fluisce semplice: tutti concordi nel rispondere che in questo caso è la maggioranza anormale.
Ma siete sicuri del fatto che se sfortunatamente anche voi fosse nati nel regno di cui parlavo sopra non avreste  velocemente e bruscamente categorizzato il nostro sventurato amico come anormale e etichettato come pazzo?
Ecco da questo assunto mi sorge spontanea una considerazione.
Mi domando se sia la oggi catalogata "follia" un alterato e patologico stato di realtà o invece sia la "realtà" oggettiva una subdola e spietata trappola di pura follia.

mercoledì 30 novembre 2011

Gibran Kalhil - Il Profeta

SULLA LIBERTÀ


   E un oratore disse: Parlaci della Libertà. 
   E lui rispose: 
   Alle porte della città e presso il focolare vi ho veduto, prostrati, adorare la vostra libertà, 
   Così come gli schiavi si umiliano in lodi davanti al tiranno che li uccide. 
   Sì, al bosco sacro e all'ombra della rocca ho visto che per il più libero di voi la libertà non era che schiavitù e oppressione. 
   E in me il cuore ha sanguinato, poiché sarete liberi solo quando lo stesso desiderio di ricercare la libertà sarà una pratica per voi e finirete di chiamarla un fine e un compimento. 
   In verità sarete liberi quando i vostri giorni non saranno privi di pena e le vostre notti di angoscia e di esigenze. 
   Quando di queste cose sarà circonfusa la vostra vita, allora vi leverete al di sopra di esse nudi e senza vincoli.

   Ma come potrete elevarvi oltre i giorni e le notti se non spezzando le catene che all'alba della vostra conoscenza hanno imprigionato    l'ora del meriggio? 
   Quella che voi chiamate libertà è la più resistente di queste catene, benché i suoi anelli vi abbaglino scintillando al sole.

   E cos'è mai se non parte di voi stessi ciò che vorreste respingere per essere liberi? 
   L'ingiusta legge che vorreste abolire è la stessa che la vostra mano vi ha scritto sulla fronte. 
   Non potete cancellarla bruciando i libri di diritto né lavando la fronte dei vostri giudici, neppure riversandovi sopra le onde del mare.

Se è un despota colui che volete detronizzare, badate prima che il trono eretto dentro di voi sia già stato distrutto. 
   Poiché come può un tiranno governare uomini liberi e fieri, se non per una tirannia e un difetto della loro stessa libertà e del loro orgoglio ? 
   E se volete allontanare un affanno, ricordate che questo affanno non vi è stato imposto, ma voi l'avete scelto. 
   E se volete dissipare un timore, cercatelo in voi e non nella mano di chi questo timore v'incute. 
   In verità, ciò che anelate e temete, che vi ripugna e vi blandisce, ciò che perseguite e ciò che vorreste sfuggire, ognuna di queste cose muove nel vostro essere in un costante e incompiuto abbraccio. 
   Come luci e ombre unite in una stretta, ogni cosa si agita in voi. 
e quando un'ombra svanisce, la luce che indugia diventa ombra per un'altra luce. 
   E così quando la vostra libertà getta le catene diventa essa stessa la catena di una libertà più grande. 

martedì 29 novembre 2011

giovedì 24 novembre 2011

Teoria:una società di plastica.

Ammirazione.
La necessità di avere un modello da seguire è insita negli animi.
La persona senza un tale modello si perde nel girone delle incertezze..l'identificazione del proprio essere e della propria persona con un soggetto verso il quale si presta ammirazione è indispensabile come bastone a cui appoggiarsi e ringhiera a cui aggrapparsi nei momenti di vertigine che immancabilmente soggiungono e prendono di sprovvista i diversi soggetti nei molteplici ambiti nei quali giornalmente si trovano a partecipare. La spinta necessaria per agire verte proprio sul "modello" sul quale far convergere le proprie forze nel momento della crisi,nel tentativo così di semplificare il relazionarsi non solo verso gli altri,ma soprattutto verso se stessi.
La mancanza di esso porta dunque a una perdita di certezze,a una smaterializzazione della propria individualità,a una mancanza di autostima derivante proprio da una assenza di pilastri portanti.La persona si sente cadere nel vuoto..non ha niente a cui aggrapparsi per tirarsi su..intorno a se non ha niente che possa permetterle di respirare.Non si identifica in niente che possa darle il coraggio per affrontare le situazioni complicate e difficili in cui si trova e quindi si perde.Da qui derivano patologie mentali e da abuso di sostanze(alcol,stupefacenti) al fine di compensare il costante vuoto di essenza che ci circonda.
Questo è quello che succede nella società attuale dove falsi modelli sventrano il nostro futuro,mostrandoci falsi paradisi per poi scostarsi bruscamente nel momento del bisogno,svelando tutto d'un tratto la propria consistenza fasulla e impedendoci così di sognare.

mercoledì 23 novembre 2011

omicidio di un'emozione

E d'un tratto mi resi conto di aver creato un mito, un'immagine sbiadita e errata di ciò che eri scioccamente traslata in ciò che non sei.
Così nel limbo dei pensieri, persi il nesso che conduceva la trama a un finale di gloria.
Lì, sul fondo del bicchiere, ritrovai il mio volto pigiato a stento su vetri che ormai rotti mi bloccavano il respiro. Catapultai fuori quell'ascia troppo a lungo tenuta in grembo, nascosta sotto un grembiale composto di false convinzioni e speranze, tenuta a bada da inganni che l'inconscio tramava a mia insaputa. Alzandola in alto sentì le mie mani colme di vertigini cominciare a pompare sempre più forte, pulsavano sotto le mucose di finta pelle, gonfiavano sempre più, quasi stavano per esplodere.
Le calmai un attimo. Pigiai il pulsante di fermo incavato sulla fronte e un misero segnale di rewind balenò tra i corridoi labirintici del passato chiedendo perdono, cercando di reggersi alle redini di un sentimento malato alle radici che andava a finire nella più nefasta delle discariche: chiedeva di essere riciclato ancora. Mossa dalla compassione, quasi mi scostò dal traguardo ormai prefissato, quasi rinunciai alla battaglia in nome di un falso, un falso amore contro me stessa, quasi.
Un rumore in lontananza, forse un semplice gatto alla ricerca di attenzione, mi scosse dalle prigionie della ragione. Quanto avrei voluto sbagliarmi, quanto avrei desiderato poter non aver sentito e invece eccomi qua al resoconto finale con te. L'uno di fronte all'altra con gli animi attaccati al collo che penzolano, fradici. Impregnati di una folle pioggia di irte pietre che un tempo ci aveva scalfito i cuori e non solo quelli.
Cosa siamo stati? La domanda esce sottile e sibilante dalle labbra ormai socchiuse, come parte di un mosaico di colori avvizziti fluisce morbida sul quel silenzio troppo comodo e rotola senza tregua fino a posarsi sulla tua lingua. Saetta fuori come una scheggia di un tornado giunto al suo termine che ha con se trasportato due navi alla deriva verso orizzonti sconosciuti.
Di nuovo poso le mie dita sul pulsante, questa volta premo "avanti".
Le vertigini prima provate ai polpastrelli si diramano in direzione centripeta verso l'origine di tutto, verso il profondo abisso della passione. Si trasformano in strumenti di acciaio e si fondono con l'ascia. Un tutt'uno. Una forza mai sentita mi sprona ad abbassarla di netto. Nessuna pietà ormai.
Un colpo.
Due colpi.
Tre colpi.
Silenzio.
Non ci sei più. Forse non ci sei mai stato.

martedì 22 novembre 2011

Where is my mind?

http://www.youtube.com/watch?v=AYP1RpN5OUg&ob=av3n

Corro..corri..dove?

"Volge al termine l'identificazione dello sguardo con il sorriso"
Nella mente questa frase, si ripete.
Mi siedo, abbasso gli occhi, penso.
Un fiume in piena dilaga dolcemente e inonda città, prati, cortili. Entra nella casa e avvolge gli animi.
Trascina via odi e rancori, resetta ogni sorta di sentimento.
Un'immagine.
Corro, corri. Dove?
Razionalità o emozione? Eterno dilemma di ogni essere umano fin dagli albori dei tempi.
Unione difficile tanto quanto temibile. Certo! Scavalcherebbe ogni sorta di argine. Utopica fusione di due universi paralleli, due binari che corrono sempre alla stessa distanza, si guardano e proseguono diritto, quando mai si toccheranno? Se lo facessero provocherebbero incendi grandi quanto una miriade di stelle danzanti intente a ballare una sorta si pizzica salentina.
Ma che visione bizzarra, senza senso!
Ma dov'è il senso? Di cosa? Di chi?
La sabbia tra le mani la sento scivolare via, dolce il suo contatto con la pelle. E' là che leviga radici... no! Si è trasformata e adesso è un filo di lana, un gomitolo, scorre.
Lo svolgi... qualche nodo. "Attento!" "Non andare troppo in fretta" "Non lo sai?"
"E' la lentezza che ci permette di sentire, di essere bagnati dai succosi sapori della brezza autunnale, dagli odori dei campi appena arati, dalle risa dei bambini nei parchi, dalle carezze troppo affrettate date da un "passante", dall'abbraccio caldo di un amico."

Cosa??
Stropiccio gli occhi, ho sonno, sono stanca.
Non riesco a ragionare in modo lucido.

No, aspetta, dovevo prima attraversare l'incrocio.
Ecco, ci sono: uno, due, due e mezzo... è solo un semplice tuffo alla fine, no?!
Tre. Silenzio.
Paura di annegare.

Ma perché tu non ti vuoi azzurra e lucente?

giovedì 17 novembre 2011

Negli anni ho capito che.. (modifica personale del saggio di Paolo Coelho: "Le cose che ho imparato nella vita")

..che ognuno ha il suo scheletro nell'armadio e che spesso è coperto di polvere..
..che anche l'amore quello vero alla fine in qualche modo finisce e tu non puoi farci niente se non accettarlo..
..che le persone sono come le emozioni..non durano per sempre,vanno quindi afferrate al volo prima che fuggano via..
..che ad ogni azione corrisponde una reazione uguale e contraria,ma che spesso come i postini sbaglia l'indirizzo..
..che che quando dai qualcosa devi farlo senza pensare che in cambio tu possa ricevere qualcosa..devi farlo solo per la gioia di dare..
..che per vivere bene bisogna essere flessibili,cambiare prospettiva e adattarla alle situazioni che si presentano a noi..
..che riusciremo ad apprezzare a pieno ciò che ci circonda solo quando capiremo che ogni minima cosa che possediamo non ci è dovuta,ma è un dono che abbiamo ricevuto senza alcun merito..
..che il viaggio alla fine diventa la meta e che ogni buon viaggiatore lo scopre solo al ritorno..
..che bisogna saper scegliere perché se si sta troppo fermi a un incrocio le gambe si atrofizzeranno e noi non riusciremo più a muoverle..
..che amare significa lasciar liberi di andare e sbagliare,significa saper riabbracciare e perdonare..ma che l'amore come i fiori più belli è molto delicato e precario..e che per difendersi da bufere,temporali e menzogneri ha bisogno delle spine..
..che spesso a una certa parola corrisponde un diverso pensiero,e più probabilmente a quel pensiero corrisponde uno stesso sguardo..ma molto spesso ai più arditi pensieri e alle più audaci emozioni corrisponde soltanto un silenzio abissale e assordante..
..che aprire quella cazz.. di porta del sotterraneo chiusa a chiave fa tanto male..ma che non riusciremo mai ad amare noi stessi se non vi guardiamo dentro..accettandoci per ciò che solo noi siamo.
..se vi capita date una sbirciatina a questo link..

La Gioconda e il principio di indeterminazione di Heisenberg

Ho avuto la fortuna di vederla pochi giorni fa..circondata da molteplici turisti curiosi,affiancata da guardie del "corpo", protetta da qualsiasi cosa potesse aggredirla tramite l'interposizione di uno spesso vetro.Lei così piccola e indifesa rispetto a tutto questo..sì lei..risplendeva.Emergeva e vinceva senza ombra di dubbio su tutto e tutti..che irrimediabilmente passavano in secondo piano.E cosa dire della sua umanità?Così spessa e percepibile,a mio parere più forte di quella appertenente alla somma delle anime presenti in sala con me.
L'osservi e più la guardi e più capisci che in realtà è lei che guarda te..il suo seguirti imperterrita con quelllo sguardo così dolce e profondo..quasi stesse a rassicurarti e il suo non lasciarti mai..che ti circonda.
E poi quel sorriso appena percepito..che ti spiazza..qualcosa di meraviglioso.
Ho riflettuto sul suo "segreto"..secondo la mio opinione stà nella capacità che ha avuto il grande Leonardo nel saper cogliere l'attimo.Quel momento di transizione tra due fasi..dove tutto è possibile..dove tutto può trasformarsi e prendere una piega diversa..ma noi non sapremo mai quale in realtà essa sarà.Potremmo solo completare il quadro con la nostra immaginazione..trasformando quell'attimo in momento.
E' questo il suo genio,l'unicità intrinseca del dipinto..la sua dinamicità e dualità.
L'esser composto di due tempi non del tutto definiti..il primo legato all'artista,in questo caso un tempo oggettivo e finito,e il secondo legato all'osservatore,dunque soggettivo e indefinito.
Mi è balenata alla mente una particolare associazione tra arte e scienza..dove paragonare la nostra cara "Signora" al principio di indeterminazione della fisica di Heisenberg.Questo recita:
"Nell’ambito della realtà le cui connessioni sono formulate dalla teoria quantistica, le leggi naturali non conducono quindi ad una completa determinazione di ciò che accade nello spazio e nel tempo; l’accadere (all’interno delle frequenze determinate per mezzo delle connessioni) è piuttosto rimesso al gioco del caso."
In parole povere noi non possiamo conoscere contemporaneamente la posizione e la quantità di moto di una particella elementare,in quanto calcolarne l'una esclude l'altra..in conclusione solo noi decideremo quale tra le due variabili conoscere..e di conseguenza la particella in questione potrà divenire o massa se ne vogliamo conoscere la posizione o energia se ne vogliamo conoscerne la velocità.Ma nel momento in cui riflettiamo su quale delle due variabili voler conoscere..la nostra particella (che assocerei al sorriso della Gioconda) sarà nel limbo delle possibilità,sarà nel girone del divenire..potrà essere sia l'una che l'altra.Sarà l'incertezza della dinamicità degli eventi che risultano dall'addizione dell'oggettivo con il soggettivo.L'incertezza dell'Uomo..l'umanità.

Salve..

Salve..a chiunque voglia dare un'occhiata a questo blog.
A chi per noia faccia un passaggio furtivo tra i miei pensieri volanti..a chi per divertimento vi faccia sopra due risate.A chi invece stropiccia gli occhi un pò per sonno un pò per emozioni.
A chi crede che scrivere sia un modo per toccare l'anima e permetterle di uscire un attimo a prendere una boccata d'aria..in questa società dove le parole chiave sono: materialismo,potere,apparenza.
A chi non si riconosce fino in fondo con questo mondo ormai artificiale..alla rovescia..sotto sopra.
A chi però ci crede ancora nell'uomo,nella natura,nella scintilla che ognuno di noi ha all'interno..
a chi ancora non ha perso la speranza..a chi ha ancora non l'ha sotterrata con la pala della convinzione che purtroppo ci penetra sempre più e ci infetta nelle membra.A chi ha bisogno della certezza per crollare..e che quando la trova capisce che l'unica vera certezza è nell'incertezza.E si culla in essa..perché solo continuando a porsi mille domande si può dire di essere ancora vivi.La curiosità..il motore per il progresso interiore.
Ho 27 anni..e pensieri per mille e un anno.Questo blog sarà la mia valvola di sfogo.
MI piacciono le critiche,i consigli e perché no anche i complimenti..chiunque voglia lasciare un suo segno è ben accetto. :)