John Lennon

"La vita è quello che ci capita mentre siamo impegnati a fare altri progetti."

venerdì 5 dicembre 2014

Sulla Strada, Jack Kerouac

"A quel tempo danzavano per le strade come pazzi, e io li seguivo a fatica come ho fatto tutta la vita con le persone che mi interessano, perché le uniche persone che esistono per me sono i pazzi, i pazzi di voglia di vivere, di parole, di salvezza, i pazzi del tutto e subito, quelli che non sbadigliano mai e non dicono mai banalità ma bruciano, bruciano, bruciano come favolosi fuochi d'artificio gialli che esplodono simili a ragni sopra le stelle e nel mezzo si vede scoppiare la luce azzurra.."

mercoledì 19 novembre 2014

Con cosa posso trattenerti?

Con cosa posso trattenerti?
Ti offro strade difficili,
tramonti disperati
la luna di squallide periferie.
Ti offro le amarezze di un uomo
che ha guardato a lungo la triste luna.
Ti offro i miei antenati,
i miei morti,
i fantasmi a cui i viventi hanno reso onore col marmo:
il padre di mio padre ucciso sulla frontiera
di Buenos Aires
due pallottole attraverso i suoi polmoni,
barbuto e morto,
avvolto dai soldati nella pelle di una mucca
il nonno di mia madre – appena ventiquattrenne -
a capo di trecento uomini in Perù,
ora fantasmi su cavalli svaniti.
Ti offro qualsiasi intuizione sia nei miei libri,
qualsiasi virilità o vita umana.
Ti offro la lealtà di un uomo
che non è mai stato leale.
Ti offro quel nocciolo di me stesso
che ho conservato, in qualche
modo – il centro del cuore che
non tratta con le parole, nè coi
sogni e non è toccato dal tempo,
dalla gioia, dalle avversità.
Ti offro il ricordo di una
rosa gialla al tramonto,
anni prima che tu nascessi.
Ti offro spiegazioni di te stessa,
teorie su di te, autentiche e
sorprendenti notizie di te.
Ti posso dare la mia tristezza,
la mia oscurità, la fame del mio cuore
cerco di corromperti con l’incertezza,
il pericolo, la sconfitta.
Jorge Luis Borges

sabato 15 novembre 2014

Arte

Cos'è l'Arte se non l'esternazione dei propri pensieri, la rivincita dei propri sogni, l'incontro con le proprie paure?


sabato 22 marzo 2014

4 Maggio 2013

Quasi in simbiosi. Il passo sincrono, come camminassero con gli stessi piedi. Un'unica persona e quattro gambe. Allo stesso tempo divisi, l'uno a fianco all'altro, solo un sottile spazio coordinato a separarli, con una serie di onde verso l'alto e verso il basso interposte tra i loro corpi. Unico punto di effettiva unione fisica: una stretta ma leggera mano nella mano. Non troppo forte da fare del male, ma sufficientemente presente e tempestiva da poter sorreggere l'altro nel momento del bisogno. Pronta a stringere se necessario, ma abbastanza dolce da far respirare. Il volto rivolto verso l'alto, come a guardare avanti, senza mai abbassarsi, lo immagino stanco ma vivo. Un sorreggersi l'un l'altro come non vedevo da tempo.
L'andamento non troppo lento, ma neppure frettoloso. Costante e leggero, come armonioso, melodico, musicale. Un brano di musica classica che infonde fiducia e coraggio, forza e speranza.
Sulle loro mani le note del tempo che passa, quasi a sottolineare il susseguirsi impaziente dei secondi, con le avventure, i dispiaceri, le sconfitte e le vittorie, le difficoltà e la gioia di vivere una vita insieme. Vita, questa continua baraonda simile al mare: splendido da guardare a tal punto da toglierti il fiato, ma così difficile da navigare e attraversare, pieno di trucchi e trabocchetti, alte e basse maree, fondali inabitati o pieni di anime, sempre con qualcosa da raccontare. Con al suo interno un bagaglio di residui, fossili e cianfrusaglie, alcuni buoni e fruttuosi, altri cattivi e indigesti, pronti a esplodere fuori durante la tempesta, come a rigurgito di ciò che per troppo tempo ci ha avvelenati.
E adesso proprio davanti a me questa scena, una scena di altri tempi, una scena a rallentatore che infonde un senso di tenerezza e amore nei confronti di questa ardua partita a scacchi, che non possiamo far altro che continuare a giocare. Non possiamo far altro che continuare a sperare.