"Volge al termine l'identificazione dello sguardo con il sorriso"
Nella mente questa frase, si ripete.
Mi siedo, abbasso gli occhi, penso.
Un fiume in piena dilaga dolcemente e inonda città, prati, cortili. Entra nella casa e avvolge gli animi.
Trascina via odi e rancori, resetta ogni sorta di sentimento.
Un'immagine.
Corro, corri. Dove?
Razionalità o emozione? Eterno dilemma di ogni essere umano fin dagli albori dei tempi.
Unione difficile tanto quanto temibile. Certo! Scavalcherebbe ogni sorta di argine. Utopica fusione di due universi paralleli, due binari che corrono sempre alla stessa distanza, si guardano e proseguono diritto, quando mai si toccheranno? Se lo facessero provocherebbero incendi grandi quanto una miriade di stelle danzanti intente a ballare una sorta si pizzica salentina.
Ma che visione bizzarra, senza senso!
Ma dov'è il senso? Di cosa? Di chi?
La sabbia tra le mani la sento scivolare via, dolce il suo contatto con la pelle. E' là che leviga radici... no! Si è trasformata e adesso è un filo di lana, un gomitolo, scorre.
Lo svolgi... qualche nodo. "Attento!" "Non andare troppo in fretta" "Non lo sai?"
"E' la lentezza che ci permette di sentire, di essere bagnati dai succosi sapori della brezza autunnale, dagli odori dei campi appena arati, dalle risa dei bambini nei parchi, dalle carezze troppo affrettate date da un "passante", dall'abbraccio caldo di un amico."
Cosa??
Stropiccio gli occhi, ho sonno, sono stanca.
Non riesco a ragionare in modo lucido.
No, aspetta, dovevo prima attraversare l'incrocio.
Ecco, ci sono: uno, due, due e mezzo... è solo un semplice tuffo alla fine, no?!
Tre. Silenzio.
Paura di annegare.
Ma perché tu non ti vuoi azzurra e lucente?
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