John Lennon

"La vita è quello che ci capita mentre siamo impegnati a fare altri progetti."

venerdì 2 marzo 2012

Breve dialogo tra la Presenza e L'Assenza

E dopo anni, mesi, giorni, minuti, secondi di predominio assoluto e inappellabile della Signora Regina Assenza - dei campi e delle valli, delle montagne e delle pianure, dei deserti e degli oceani che lo sguardo non può da solo abbracciare - l'esiliata Signora Presenza si svegliò dal suo torpore e decise cauta e silenziosa di ritornare nel regno governato dalla prima donna qui citata.
L'andamento era lento, a volte sobbalzava e si fermava sorpresa e impaurita al suono soave di qualche audace fronda smossa dal vento. Continuava nella sua impresa sempre più certa e convinta del suo ritorno. Il suo viaggio, cominciato dai caldi inferi in cui nei secoli precedenti era stata scaraventata da un colpo di stato apportato a sue spese, diventava ad ogni nuovo passo sempre più leggero e naturale. I cavalieri a cui era stato assegnato l'arduo compito di proteggerla, il barone Ingenuità e il conte Fiducia, l'avevano tradita alleandosi con  i ribelli...e da un giorno all'altro, senza nessun tipo di preavviso, il suo trono cadde. 
Al rogo come le streghe di quel secolo buio e doloroso...aveva accettato la sua fine. Il fuoco interiore si era spento...ma una flebile scintilla era pur rimasta sveglia. Pronta a comandar l'esercito quando esso si sarebbe ripreso dal sonno profondo in cui era calato.


Mascherata e camuffata con volti di colori cangianti e con eclittici vestiti riuscì a passare inosservata nelle terre ormai di proprietà della sua nemica...oltrepassò vincente tutti gli ostacoli e trappole a lei riservate...e questi anni di allenamento morale le furono di aiuto indispensabile.
Si ritrovò dunque, quasi anch'essa stupita della sua impresa vittoriosa, alle maestose e ferme porte della Regina Assenza. Armandosi di coraggio e forza decise quindi di bussare al portone. Le guardie si erano momentaneamente dileguate, ormai convinte della sconfitta della Signor Presenza. L'avevano quasi dimenticata...come se il suo regno, caratterizzato da tanto amore e affetto, fosse ormai solo una leggenda...ella era ormai solo nei libri si storia...dove i bambini leggevano stupiti dei colori e delle meraviglie della scorsa dinastia così diversa da quella attuale...una dinastia ora defunta.


La scaltra e astuta Regina - dei campi e delle valli, delle montagne e delle pianure, dei deserti e degli oceani che lo sguardo non può da solo abbracciare - aveva anch'essa abbassato le sue difese...non le sarebbe mai sfiorato nella mente, neppure nei meandri più nascosti e profondi, un simile incontro. Niente ormai la legava più a sua sorella Presenza. 
Quando sentì bussare...era infatti rilassata comoda nel suo caldo trono di ghiaccio, che leggeva distratta una romanzo di Proust.
Si avvicinò alla porta con passo annoiato, ma elegante e con una certa irritazione nei confronti del visitatore sconosciuto, che interrompeva il suo meritato relax.
L'aprì. Un silenzio spettrale piombò nella stanza. Il tempo si fermò. Gli orologi invece no...iniziarono a muoversi in direzione opposta, velocemente, quasi guidati da una mano invisibile.
Ogni cosa intorno alle due sorelle...iniziò a confondersi, quasi annebbiandosi, niente aveva più una forma e  contorni definiti..tutto era adesso sfumato. Le gradazioni dei colori si muovevano danzando da un estremo ad un altro mettendo in puro imbarazzo chiunque avesse in quel momento osservato gli oggetti. Anche i suoni erano agitati e cambiarono direzione, mentre le onde presero a muoversi senza più una logica da seguire.
In questa situazione di assoluto e indefinito caos...fu la Presenza a prender per prima parola e a imprimere un profondo squarcio sulla scenica tela buia.
Le parole rimbombavano nell'etere quasi amplificate da un eco innaturale:
"Non mi aspettavi, lo so." Asserì decisa. 
Silenzio.
" Nonostante tutto questo tempo passato nella discarica dei sentimenti, beh come vedi non sono ancora morta." Continuò con un tono più tenue e delicato..mentre gli occhi si bagnavano di un soffice velo di ricordi.
"...o forse sì?" replicò..mentre i suoi pensieri fluttuavano creando una pozza sopra la testa delle due signore..mostrando loro i contenuti come in uno specchio mobile e vario. 
I loro occhi quasi intrecciandosi, si focalizzarono su quella pozza e insieme ma distinti, ripercorsero in un attimo gli anni felici in cui avevano governato insieme. Dove non esistevano gelosie, rancori, incomprensioni, violenze morali, inganni, ipocrisie, falsità e infine tradimenti...ma solo il rosso e il bianco, dove il grigio ancora non aveva arrugginito i legami e le apparenze coincidevano con le essenze.
In questo preciso istante. Anche la fredda Regina..iniziò a sudare. Sudava con gli occhi però. 
Dentro di sé giustificava la cosa con un improbabile congiuntivite presa per sbaglio mentre osservava dagli alti terrazzi il suo regno durante una ventosa giornata. 
Ma Lei sapeva che non era questo il motivo.
I ricordi ormai avevano rotto la diga del fiume tempo e avevano invaso caparbi e impetuosi il presente. Risanarla sarebbe stato impossibile. Ne era consapevole.
Rispose così con voce bagnata: "No...non sei Mai veramente morta. Ma adesso è troppo tardi per ricominciare a governare insieme...non pensi?"
Dopo qualche attimo di pausa esclamò d'un tratto: "Tu mi odierai. Ti ho esiliato e mandato negli inferi. Non potrai mai perdonarmi."
La Presenza, commossa e tiepida, le si avvicinò. 
Le prese la mano e stringendola concluse:
"Non preoccuparti...basterà rimettere l'Ora."





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