John Lennon

"La vita è quello che ci capita mentre siamo impegnati a fare altri progetti."

giovedì 16 febbraio 2012

Distrattamente Montmartre

Montmartre. Parigi.   
 08  novembre 2011  

Nella basilica del Sacro Cuore di Montmartre. Io, seduta, a pensare. E "pregare". 
Era tanto che non lo facevo...era tanto che non mi soffermavo a parlare con un qualcosa di "alto" che non so neppure come definire.
Sono qua e rifletto.
Mi soffermo sul nome dell'edificio in cui mi trovo adesso. Tralascio senza un vero motivo l'appellativo Sacro e mi chiedo...perché Cuore?
Sì, perché il cuore in ogni credo e in ogni società è il simbolo dell'amore, della fede, della felicità?
Perché è stato scelto proprio Lui? In fondo dal punto di vista scientifico che cos'è se non una pompa articolata in quattro camere con due pacemaker incorporati? Centraline che si accendono autonomamente e impartiscono alla suddetta "macchina" comandi atti a esplicare un corretto funzionamento: efficacie e coordinato. Due nodi che collaborando permettono al sangue di fluire e trasportare ossigeno in tutto il corpo.
Quindi è per questo motivo che nelle religioni e nel comune pensiero il cuore è così fondamentale?
Perché in sua assenza o in caso di mal funzionamento tutti gli altri organi tra cui il grande Signor Cervello andrebbero - usando parole povere - a puttane?
E' dunque da lui che diparte il Tutto. Senza di esso non saremmo Niente.
Ma ora mi chiedo perché associarlo proprio all'Amore. Sì, perché?
La prima risposta che giunge saettando come una scheggia veloce nella mia mente è: per similitudine di funzione. Anche esso, l'Amore, non è che composto dall'unione di due o più porzioni ( come le camere del cuore ) tenute insieme da una corda chiamata: Energia. Un continuo scambio e riciclo di energie vitali che fluendo permettono al mondo di proseguire nella recita della sua commedia.
All'Amore appartiene una specie di propria attività elettrica che irradia ossigeno nell'etere, permettendone un giusto funzionamento.
Aspettate. Adesso però fuoriesce impaurita una domanda sconvolgente e temeraria quanto ingenua e naturale. Eccola, arriva e mi schiaffeggia: "E se l'Amore manca?" "E se l'Amore passa in secondo piano, allora cosa potrebbe accadere?"
Forse i tessuti e i vari organi di cui è composta la nostra società andrebbero pian piano a morire...lentamente. Inizialmente cercherebbero di compensarsi da soli, poi le riserve pian piano si esaurirebbero e si andrebbe incontro ad un loro progressivo declino funzionale...fintantoché, nel caso questa grande Assenza non si interrompesse in tempi brevi, potremmo addirittura giungere a stati di pura follia, che conseguentemente potrebbero, in esponenziali vesti, condurre a uno stato di Stupore fino ad arrivare perfino alla morte dei sensi.
Allora siamo ora portati a dedurre come tutto verta intorno all'Amore, come ogni pensiero, atto, movimento, azione sia ad esso strettamente e univocamente connesso e dipendente.
Forse il problema attuale del mondo sta proprio qua: nella carenza di Amore.
Forse basterebbe amare un po' di più per far sì che l'organismo funzioni meglio.
Forse è così.
Amore per se stessi, per il proprio compagno, i propri figli,  la famiglia, gli amici...ma anche nei confronti di coloro che non conosciamo o  coloro che ci hanno fatto del male.
Amore per colui che attraversando di "fretta" la "strada" ci ha donato un suo sorriso. 
Amare con lo sguardo. con i gesti, con le parole, con il cuore.

2 commenti:

  1. Già, qualcosa di "tecnico" che assume valore irrinunciabile, un collante necessario.
    Ce ne fosse di più, è vero, gli esempi delle ultime frasi sono ad hoc.
    Però l'ipotesi dell'auto distruzione è da meditare...

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  2. Forse hai ragione..ma abbiamo forse delle vere alternative?
    E poi credo..anzi spero che il terzo principio della dinamica sia valido anche in questo "campo" un po' più astratto: "ad ogni azione corrisponde una reazione uguale e contraria." :)

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