Arrivano d'un tratto senza nessun preavviso, con parvenze e abiti bizzarri, attraverso pellegrinaggi impropri, come indefiniti oracoli improvvisati e franchi.
Spesso mascherandosi sotto falsa risposta ad altra domanda o a volte perfino sotto finta spoglia di ulteriore domanda. Rispondendo a quesiti illogici e lontani dal presente. Con parole strane, volti nuovi, suoni discordanti.
Ti spiazzano, quando meno te lo aspetti.
Si scontrano con il qui e l'adesso, con il dove e il quando, con il perché e il può darsi. Ti trovano disarmato, senza corazza, fragile. Ti colpiscono il petto, lo stomaco, i visceri. Li costringono ben bene a riversare in circolo parole mai dette, forse solo sussurate allo specchio in qualche dimenticata notte di luna piena. E così la risposta arriva, quando la domanda magari era già sbiadita, ammuffita in quel piccolo millimetro quadrato dove il tempo l'aveva relegata.
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